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Diventare genitori

Diventare genitori

In passato, la maggior parte degli studi sul comportamento dei genitori durante la vita prenatale e il loro effetto sul bambino in utero si focalizza sul comportamento delle madri.
Quasi nessuno si era soffermato sul comportamento dei padri.
Attualmente si incontrano giovani padri che denotano un comportamento protettivo e amorevole verso la propria compagna in gravidanza; sono quei padri che attendono di dare il benvenuto al loro bambino a braccia aperte.
I padri che manifestano questo comportamento proteggono e amano il loro bambino prenatale, si accertano che esso cresca in buona salute, che sia bene accudito e che riceva tutte le attenzioni necessarie. Parlano col bambino, cantano per lui, giocano con lui e lo accarezzano attraverso il pancione della madre, gioiscono quando sentono i colpetti dei suoi piedini e ascoltano il battito del suo cuoricino.
Questi sono padri presenti, e, benché non se ne rendano conto, sono in comunicazione col bambino anche quando si dimostrano amorevoli verso la madre. Questi padri dimostrano empatia quando la madre è affaticata o non sta bene, e si danno da fare in casa più del solito.
Sono quei padri che accompagnano la madre al corso di preparazione al parto tenuto dal Consultorio Familiare, che imparano a massaggiare la loro compagna e che si sentono coinvolti con un interesse sorprendente, come se fossero loro a dover partorire. La gravidanza non è esclusiva della donna, ed è giusto che la coppia la viva insieme, perché è proprio durante la gravidanza che si instaurano i giusti equilibri all’interno della coppia.
Per la donna, il periodo della gestazione può presentare varie difficoltà, sia dal punto di vista fisico che psicologico. In questi casi il padre reagisce con molta dolcezza e una buona dose di pazienza e di comprensione.
Durante il parto, il padre rappresenta un importante sostegno per la donna, e nella maggior parte degli uomini la partecipazione viene vissuta positivamente. Gli uomini seguono le contrazioni, respirano insieme alla donna e soprattutto agiscono da continuo e amorevole incoraggiamento.
A nascita del bambino avvenuta, dichiarano di aver vissuto tale esperienza con un’intensità e una felicità che non avevano mai immaginato di essere in grado di provare.
Oggi ci vogliono padri che sappiano rispondere nel modo più vero alle necessità dei figli, a qualunque età, che rappresentino un punto di riferimento importante. E non c’è modo migliore di conoscere il proprio figlio per poter svolgere in pieno il ruolo di genitore, come quello di averlo seguito con amore sin dal concepimento.
Il padre rappresenta il terzo polo nel triangolo familiare, cioè l’elemento maschile che favorisce, quando è giunto il momento, il distacco dalla madre proiettando il figlio verso il mondo. Il ruolo del padre, infatti, è quello di iniziare il figlio alla vita, di fargli da ponte verso la società, soprattutto a partire dai 7-8 anni, indicando attraverso i suoi comportamenti le norme e i limiti, e sostenendolo nelle prove che deve affrontare, a cominciare dalla scuola.
Numerose sono le attività dello stato sociale a sostegno della genitorialità, soprattutto in caso di difficoltà nella procreazione, per l’affido e l’adozione, per il sostegno alla famiglia in difficoltà. Nell’ULSS 10 tali servizi sono affidati in particolare al Consultorio Familiare e all’Unità Operativa Sociale.



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